Riflessioni

Ho avuto paura e mi sono nascosto...

“Chiunque fa cose malvage odia la luce…” Una riflessione su Gv 3,20 Quando ci nascondiamo? Quando sappiamo di far male (Gen 3,10)

Se invece sappiamo di far bene andiamo alla luce, non abbiamo difficoltà a mostrarci

Il ladro aspetta la notte, il seduttore attende il crepuscolo, l’assassino cerca le tenebre, l’impuro il nascondiglio, mai il calunniatore parla davanti agli occhi del calunniato

L’ipocrita si cela dietro una maschera comoda, il maligno nell’anonimato, il falso cerca il raggiro, il dissoluto vuole le finestre chiuse

Questa è gente che si offende della luce

La luce dà loro fastidio, perciò la fuggono come animali abituati a vivere nell’oscurità

L’oscurità è un sacco in cui tutto si può gettare

Alla luce il fango si distingue dalla perla e l’oro dalla sabbia

Ma al buio l’una è come l’altro

È alla luce che si vede l’immondizia e la si può eliminare

È alla luce che si vede l’ostacolo e lo si può evitare

È alla luce che si avverte il pericolo e lo si può schivare

Chi sa d’essere sporco e non vuole essere disprezzato, evitato, eliminato, cerca di tenersi nell’ombra

Ama le tenebre chi è in difetto, ama la luce chi è nella verità

Chi ha troppi segreti forse non ha le carte in regola

L’oscurità è alleata dei colpevoli, la luce è alleata degli innocenti

L’oscurità avvolge uomini e cose in un sol fascio, li rende uniformi, indistinti, indeterminati, incolori, senza fisionomia né volto

La luce invece dà a ciascuno la sua forma, il suo colore, la sua fisionomia, mostra ciascuno come è, definisce ogni figura

Per questo la luce sentenzia e condanna chi fa cose malvagie, mentre glorifica e illumina chi fa il bene

Chi agisce male (pecca) perde necessariamente la fede, perché la fede fiduciosa – che lo illumina e lo giudica – sarebbe la sua condanna

Si perde la fede perché si è perduta la moralità, la spiritualità

Si perde la fede non per difetto di convinzione, ma per effetto di corruzione interiore

Se infatti vogliamo fare i nostri comodi – e non la volontà del Padre – la fede non ci sarà d’aiuto ma di ostacolo, saremo tentati di respingerla man mano che crescerà il nostro egoismo, la nostra presunzione, la nostra superbia

Saremo tentati di ritenere la fede un’intrusa nei nostri affari, nella nostra professione, nella nostra vita pubblica, sociale, famigliare e coniugale; appunto perché in ogni cosa saremo spinti a cercare innanzitutto e soprattutto il nostro interesse: nei rapporti si cercheranno le proprie soddisfazioni, nella logica le proprie conclusioni

Avremo di mira soltanto i nostri propri diritti

La fede fiduciosa, invece, ricorda e addita anche i nostri doveri

E poiché le riprensioni e i controlli – anche di chi ci ama – ci appariranno sempre più noiosi, non vedremo allora un rimedio migliore che tagliare i ponti con la grazia, con la chiesa, con Cristo, cioè con quelle realtà preziosissime che Dio ci aveva donato grazie alla nostra fede

Ci proclameremo allora ‘liberi pensatori’, titolo sbagliato che sta al posto di quello più esatto di ‘liberi peccatori’: liberi, cioè, di agire e dire ciò che si vuole, disprezzando ogni consiglio buono che contrasti con la nostra volontà dura

Opteremo perciò per lo scetticismo, per l’agnosticismo, per il materialismo, perché appunto in queste ombre e in questi nascondigli scompare ogni contrasto tra azione razionale (spirituale) e convinzione

Penseremo così di vivere finalmente liberi e in pace

Sotto un certo aspetto e per un certo tempo, forse, tale soluzione ci sembrerà soddisfacente

Se non che, non essendo nati talpe ma uomini, quei nascondigli tenebrosi diventeranno ben presto il nostro stesso carcere

E la vita, priva di quella fede che si è gettata via, si ridurrà nostro malgrado a un’esistenza di forzati

Se per un attimo solo potessimo ricordare che nostra patria è la luce, che la vita umana non è che cammino verso la luce e la verità, e che è follia rinunciare alla via tracciata da Cristo!

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