Riflessioni

Augure_Zagara 2014

Augure, con l’accento sulla “a” Mi sono sempre sentito a disagio con la facilità con cui a Natale e poi a Capodanno si fanno gli auguri di beni grandiosi e risolutivi, auspicando che le feste che celebriamo portino pace, salute, giustizia, concordia

Quando diciamo queste parole sappiamo bene che per lo più non si avvereranno e passata l’euforia delle feste ci troveremo più o meno con gli stessi problemi (C

M

Martini)

Forse, per superare il senso di disagio provato dal biblista Martini (1927-2012), occorre ritrovare la via della fiducia, ricercare l’illuminazione di una parola alta quale è quella di Cristo

Bisogna riconoscere che c’è troppa mancanza di conoscenza proprio di lui, della sua parola verace

Si è invece troppo imbevuti di parole economiche, tecniche, politiche, pubblicitarie e persino religiose; così spesso vuote di senso spirituale

Gesù Cristo ha parole di vita; non dettate dall’euforia del momento, ma da un amore attuale che crede nella capacità della persona umana – nonostante i suoi limiti – di collaborare con Dio al bene

Occorre certo farsi guidare da quella parola amorevole che s’impara nell’Evangelo, non per un giorno l’anno, ma tutti i giorni della vita

L’Evangelo di Cristo regala il sole a malvagi e a buoni, la pioggia a giusti e ad ingiusti

Perciò non sarà granché se qui si porge questa Zàgara a chi ama e a chi diffama, a chi stima e a chi disonora, a chi è fedele a Cristo e a chi lo crocifigge di nuovo, a chi è fedele alla Sposa e a chi la violenta, a chi compartecipa e a chi si allontana, a chi è chiesa e a chi è conventicola, a chi educa i figli in Dio e a chi li educa al mondo, a chi rispetta e a chi disonora, a chi ama e a chi odia, a chi dice male e a chi dice bene, a chi merita e a chi non merita, a bugiardi e a veraci, a superficiali e a pensanti, a disattenti e ad accurati, a creduloni e a credenti, a chiacchieroni e a saggi, a orgogliosi e a rispettosi, a falsi umili e a falsi orgogliosi, a chi ammassa e a chi distribuisce, a chi ama gli altri e a chi li usa, a chi dice di aver fede e a chi dice di non poterla avere, agli ipocriti e ai sinceri

e a tutta la varia umanità in questa cristiana società

Le cui contraddizioni, esaltate dalla babele di bene e di male, inducono non pochi a ritenere che non ci sia regola certa per vivere in Cristo, né modo per cercare e trovare Dio

Pensiero malsano, questo, che contraddice Gesù, il quale osa chiamare «dèi» gli uomini, ai quali Dio costantemente cerca di parlare

È lui il solo augure che fa l’augurio di una parola buona

La sua

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T

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