Riflessioni

Equivoci secolari: proverbi popolari

Equivoci secolari: proverbi popolari Vox populi, vox dei Voce di popolo, voce di Dio (?) Fra gli antichi proverbi, espressione di saggezza popolare stratificatasi nei secoli, non tutti vanno presi senza doverosa verifica

Alcuni sono stati confermati da studi sociologici seri (Corrado Barberis), come ad esempio il proverbio che recita “moglie e buoi dei paesi tuoi”

In questo caso il dato statistico sulla durata del matrimonio corrobora l’adagio

Se infatti i coniugi hanno in comune la stessa provenienza geoculturale (stesso paese e mentalità), il legame sentimentale dura più a lungo rispetto ai consorti che hanno differente origine geografica

Questa si traduce spesso in diversità di “visione di fondo” della vita, dei suoi elementi strutturali, che amplificheranno inesorabilmente i probabili conflitti giornalieri

L’assioma allora diventa: maggiore sarà la distanza di appartenenza etnico-culturale tra i due coniugi, più a rischio sarà la durata del loro rapporto

Nella Bibbia ebraica Abramo e Isacco (Gen 24,1 ss; 28,1 ss

) manifestarono con decisione la volontà che i rispettivi figli non sposassero donne estranee alla discendenza, come invece fece Esaù, che sposò Judith e Basemath figlie di hittei (Gen 26,34), causando “profonda amarezza a Isacco e Rebecca”

La spiegazione è facilmente intuibile; l’osservanza di valori morali ispirati alla medesima visione della vita, alla stessa fede fiduciosa nel Signore, rafforza il legame matrimoniale, favorendo la coesione

Dunque, in questo caso specifico, il detto coincide con la saggezza di Dio

Anche per i cristiani di oggi è valida l’indicazione, per quanto sia più difficile trovare l’anima gemella all’interno di una medesima comunità religiosa, di una stessa città! Se però prendiamo in esame altre massime, emergono più differenze che identità di vedute tra saggezza del mondo e sapienza divina

Ad esempio, il detto “tale padre, tale figlio”, che esaspera l’uguaglianza comportamentale tra padre e figlio, come se fosse geneticamente determinata, non trova corrispondenza nella realtà, così come negli scritti biblici

Abramo fu padre sia di Esaù che di Isacco e, secondo il profilo morale, entrambi avrebbero dovuto somigliare al padre; in realtà solo Isacco poté essere assimilato ad Abramo

Così, dei numerosi figli di Davide, solo Salomone gli “somigliò”! Il discorso è analogo per Caino e Abele

Il proverbio calza però alla perfezione se riferito al rapporto fra Dio e Cristo

L’identità qui è perfetta: Ed ecco una voce dal cielo che disse: Questi è il mio amato Figliolo, nel quale mi sono compiaciuto (Mt 3,17)

Egli è l’immagine dell’invisibile Dio, il primogenito d’ogni creatura (Col 1,15); è colui che, essendo in forma di Dio, non considerò rapina l’essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini” (Fil 2, 6)

Si può ben dire che tutta l’esistenza di Gesù è stata una conferma inequivocabile della bontà di Dio: la sua vita fra la gente, i miracoli compiuti per la gente, la morte ignobile per dare nuova vita alla gente

La grazia che abbiamo da due millenni a questa parte è che ogni persona che attua la volontà del Padre è figlio o figlia di Dio (Mt 12,50) mediante Cristo, poiché Dio ci ha dato il “diritto di diventare suoi figli”! (Gv 1,12; 6,44)

C’è un ultimo adagio che vogliamo verificare qui alla luce della Bibbia, cioè “voce di popolo, voce di Dio”

In base a questo proverbio sarebbe acquisita come verità una qualsiasi diceria popolare

Anzi, la diffusione stessa di una “voce” è considerata generalmente come criterio per stabilire una verità, che viene assimilata alla volontà di Dio

Eppure questo è un errore, non c’è nulla di più sbagliato

Di fronte alla domanda di Pilato, la voce della folla, la voce del popolo (di Dio!), non preferì Barabba a Gesù? Re Erode Agrippa I fece uccidere Giacomo e imprigionare Pietro

Vestito del manto regale e seduto sul podio tenne un discorso (aprile del 44) in occasione dell’anniversario della fondazione di Cesarea da parte di Erode il Grande

Il popolo lo acclamò dicendo “Parola di un dio e non di un uomo!” (Atti 12,22)

Ma Agrippa “fu colpito da un angelo del Signore, perché non aveva dato gloria a Dio; e morì roso dai vermi”

Giuseppe Flavio racconta che “fu preso da un male all’intestino [peritonite?] e morì tre giorni dopo”

Spesso una “voce di popolo” non è che chiacchiera, calunnia, maldicenza, cioè peccato (Gc 3,1 ss

)

Ecco dunque due casi, quello di Gesù e quello di Agrippa, in cui la “voce di popolo” evidentemente non fu affatto voce di Dio

E molto di rado lo è: Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie - dice L’Eterno

Come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri (Is 55,8 s

)

© Riproduzione riservata Maurizio Santopietro, 2015

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