Riflessioni

RIFLESSIONI / Pasqua di sposati e divorziati

Pasqua di sposati e divorziati La sessualità tra moglie e marito è una cosa casta. Molte coppie, per insensibilità, silenzi, liti, incomprensioni per le reciproche esigenze (anche sessuali), naufragano sullo scoglio del divorzio. La fornicazione avvelena la coppia. Lo scopo primario del matrimonio non sono i figli, ma la mutua compagnia, anche sul piano sessuale. Ecco il disegno originario di Dio: «Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che gli sia convenevole». La donna è per l’uomo, e l’uomo è per la donna. Se ci si attenesse alla prospettiva biblica, tralasciando il diritto canonico, sarebbe più facile riconoscere la validità del Consiglio divino. L’etica cristiana sulla sessualità è incentrata e articolata sulla “responsabilità”. Moglie e marito sono “compagni” uniti con gratitudine per il cibo quotidiano, per la loro sessualità. Imparano assieme a vivere la fede anche nel culto al Signore come fanno ancor oggi i semplici cristiani. Imparano il valore della fiducia tra loro, e giorno per giorno la fiducia nel Signore con la meditazione sulla Sua parola. Così la famiglia è incontro e amicizia. Non luogo chiuso al mondo e chiuso nella coppia in se stessa, ma luogo aperto al bene. Il matrimonio somiglia però al pettine al quale vengono tutti i nodi della società. Il tempo disponibile alla vita di coppia è insidiato da molte occupazioni (messaggini a tavola o parlare assieme? Ascoltare la TV o ascoltarsi tra marito e moglie?). I condizionamenti della cultura tendono a dividere. La mentalità dilagante è quella delle scelte “a termine”, non delle scelte definitive. Occorre domandarsi quali sono le ragioni delle crisi famigliari; quali i modelli seguiti da chi si sposa o da chi si accompagna. Perché molti sentono il matrimonio come un peso preoccupante più che come un passo da fare con gioia e aspettative? Quando due si sposano, quali sono le fondamenta del loro amore? Bisogna ascoltare per comprendere bene quali problemi agitano corpi e coscienze delle persone. Ma questa è la strada più stretta, anche se sembra la più vicina al Vangelo. Si ripete che le coppie divorziate costituiscono una ferita. Ma le ferite vere sono per mariti, mogli e figli coinvolti nei naufragi famigliari. La durezza dei cuori causa rotture insanabili. I cuori possono però intenerirsi con la conversione a Cristo: così dice il Vangelo senza artifici, questa è la strada stretta. Questa nostra società, sterile nei valori, ha dimenticato il valore centrale della vita: Cristo Gesù. Trovare o ritrovare la stima verso il Vangelo. È questo è il primo passo per allontanarsi dai ciechi guide di ciechi e per ritrovare Cristo. La Sua parola è davvero una “pasqua” per i divorziati che vogliono risolvere i loro problemi. Non utopia, ma realtà possibile con l’aiuto del Signore. domenica 19 aprile - ore 18 __________ PAROLA DI DIO PAROLE DI UOMINI Un anno di misericordia divina: uno solo? Anno "santo" e sinodo sulla famiglia. Quale speranza per divorziati e fornicatori? La vergogna della chiesa di Corinto: solo di quella chiesa? Chi sposa un divorziato commette adulterio? Che significa sposarsi "nel Signore"? Qual è il costo della fede? Tornare a Gesù senza superficialità né banalità _______________ Chiesa di Cristo Gesù - Pomezia largo Goffredo Mameli 16A (adiacenze MOCA)

Vedi allegato

Torna alle riflessioni