Riflessioni

MISERICORDIA

Misericordia Documentari sulla Sicilia degli anni 1944-1945 (Rai Storia) mostravano donne,uomini e carusi… c’era povertà, ma anche misericordia

Perché siamo cambiati? Un mondo senza misericordia è un luogo in cui si vive male

Un giorno, forse neppure lontano, i violenti, i bugiardi, i guerrafondai, gli avidi, i superficiali, i malevoli e i facitori di ogni male, si troveranno a chiedere misericordia all’unico al quale tutti dovremo rispondere delle nostre scelte e azioni

Molti recitano preghiere

Pochi pregano

Scrive il salmista: “Ma, quanto a me, la mia preghiera sale a te,/o Eterno, nel tempo accettevole;/o Dio, nella grandezza della tua misericordia,/rispondimi, secondo la verità della tua salvezza” (Salmo, 69)

La misericordia è la peculiarità di quel Dio che si rivela nella persona del Cristo “Dio salva” (= Yeoshuà, Gesù), il quale porta una rivelazione alta, bella, completa: “Io non vi chiamo più schiavi, perché lo schiavo non sa ciò che fa il suo padrone; ma voi vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose he ho udite dal Padre mio” (Giovanni, 15)

Discepole e discepoli di Gesù ricevono da lui il nome di “amici”

Il nome è la realtà, l’essenza nuova ricevuta dal Signore

Lo schiavo infatti “non sa”, è tenuto sotto una cappa di misteri

Gesù, invece, svela ogni cosa ai suoi discepoli/amici perché nella sua Parola buona insegna “tutte le cose udite dal Padre”: tutte, nessuna esclusa

Non ci sono segreti, né misteri pertinenti la salvezza, tutte le cose che riguardano la verità della salvezza, la grandezza della misericordia del Signore sono svelate da Dio che è amore e verità – ma, non si dimentichi, è anche giustizia per “chi avrà vilipeso i sangue del patto nel quale fu santificato” (Ebrei, 10)

“Beato chi è misericordioso: misericordia troverà” (Matteo,5)

Misericordia è, letteralmente, lo spaccarsi del cuore a favore dell’altro

Alcuni documentari sulla Sicilia degli anni 1944-1945 trasmessi di recente (Rai Storia) mostravano donne e uomini e carusi in quei momenti terribili

Era così ovunque in Italia e in Europa

C’era tanta povertà

C’erano gli occhi grandi della fame

C’erano quelle vesti leggere per le femmine e i maschi con quelle canottiere sui pantaloni scuri e sgualciti

Non era certo sparita l’avidità per “la roba” del contadino Mazzarò, raccontato da Giovanni Verga, però c’era ancora un poco di misericordia, se non altro per via delle sofferenze che avevano toccato tutti

Nei decenni successivi ecco tornare la violenza, le promesse bugiarde, altre guerre, avidità (peggio di quella di Mazzarò), superficialità, malevolenza, azioni pessime, non solo personali ma anche nazionali e internazionali

Ci sarebbe di che disperare, se non fosse che al di sopra della marea nera del male perpetrato dagli uomini, anche quando l’essere umano seppellisce la misericordia sotto montagne di presunzione, la sorgente della misericordia è pur sempre zampillante: Dio, RICCO di MISERICORDIA, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati

Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare NEI SECOLI FUTURI la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù (Efesini, 2)

Per Paolo apostolo, ispirato da Dio, la situazione normale degli esseri umani è di essere “morti per i peccati”

Noi vivi siamo quindi più morti di quelli seppelliti al cimitero

Quel pessimo gusto per il fare del male, per il restituire il male, spesso senza ragione, produce morte: maldicenza, violenza contro il prossimo, malignità, arrivismo, interesse che passa sopra a tutti, malvagità del possesso, ingenerosità, egoismo, superbia, stoltezza, mancanza di rispetto, contese, vanagloria, insolenza, spietatezza, mancanza alla parola data, trascuratezza nel lavoro, tradimento, mancanza di affetto naturale, invidie… tali sono alcune delle malattie mortali da cui siamo affetti

Ma è proprio in questa situazione di morte vera, reale, concreta, che si manifesta il miracolo (in senso stretto) del “grande amore” con cui Dio ci ha amati e del dono (“grazia”) di salute spirituale morale, che ci ha regalato in Cristo

E ciò riguarda non solo le generazioni passate, ma anche quelle dei “secoli futuri”, quindi anche la generazione attuale, quella di tutti noi che qui e oggi siamo “morti” nei nostri peccati, e che abbiamo un bisogno disperato di quell’amore che guarisce, di quella grazia che solo Dio può dare e che in realtà dona mediante Cristo

Nel suo evangelo Giovanni afferma che “la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo”

Nessun altro dona grazia e verità al di fuori di Cristo

Egli è Parola di Dio “piena di grazia e di verità” (Giovanni, 1)

Cristo è la “pietra angolare” su cui si fonda la fiducia del credente

Pietro stesso afferma che “in nessun altro c’è salvezza; non c’è infatti altro nome [altra persona] dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (Atti, 4)

Noi “morti nei nostri peccati” dobbiamo fidarci di Cristo risorto, unico Vivente

Dobbiamo imparare a non chiedere guarigione spirituale ai morti delle generazioni passate, perché, come dice la Scrittura, i morti “dormono”

Solo Cristo è davvero “risuscitato dai morti” ed è “primizia di quelli che dormono”; egli è il primo e l’unico dotato di Vita fra tutti coloro che sono morti e sepolti (1 Corinzi, 15)

Quanto è meravigliosa e meravigliante la ricca MISERICORDIA di Dio verso noi tutti, poveri peccatori morti per i peccati

Questa misericordia ci fa rivivere qui e oggi con Cristo che ci regala salute spirituale

Ubbidendo a Cristo nella conversione, nella fiduciosa rinascita battesimale “d’acqua e di Spirito” si ottiene vita, si viene risuscitati in Cristo

Così il Signore mostra anche oggi “la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo”

© Riproduzione riservata Roberto Tondelli – 04 2018

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