Riflessioni

FRA I TEMPLI

Passeggiata fra i templi Il visitatore andò in automobile a visitare “i du’ culonni” non sapendo che da anni il tempio di Giove Olimpio era chiuso al pubblico Qualche domenica fa

Mattina presto

Passo per le vie adiacenti il tempio siracusano della Madonnina

Gruppi di fedeli si avviano al santuario per la messa

Pensando ai fatti dell’agosto del 1953, raggiungo in pochi minuti via degli Orti di San Giorgio

Eccomi davanti al basso (v

foto) dove si ebbe la lacrimazione della statuina in gesso di Maria

Strano

Ci sono solo io

Nel tempio immenso, ricco di marmi e ardite architetture, ecco le folle

Davanti alla dimora umile di Angelo Iannuso e Antonina Lucia Giusto, un visitatore solitario

Il quale si pone alcune domande

Nelle sue manifestazioni e rivelazioni Dio ha scelto sempre luoghi e strumenti di grande umiltà e povertà

Nelle Scritture dell’Antico Testamento Dio si rivela ad Abramo, persona non di cultura e non certo ricco, ma uomo di grande fiducia

Dio non si rivela ai colti e sapienti del tempo (si pensi a Babilonia e all’Egitto), bensì all’umile Abramo e a sua moglie Sara

Mosè, esiliato dalla ricchissima e coltissima corte egiziana, ottiene la rivelazione di Dio in condizioni personali di estrema umiltà e indigenza

Gli ebrei, che ottennero la Legge sul Sinai, non furono un popolo colto o ricco, ma piuttosto di bassa estrazione e cultura

Gesù non nasce alla corte dell’imperatore o di un principe, ma nell’umile Betleem, da famiglia umilissima, tanto povera che quando i genitori vogliono ringraziare Dio per quel figlio, lo fanno col sacrificio “di due tortore o di due giovani piccioni”, l’offerta dei poveri (Luca 2,21 ss

)

Il criterio che sempre guida l’azione divina è questo: “Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti

anzi [ha scelto] le cose che non sono per ridurre al niente le cose che sono”

Scopo dichiarato di tale criterio è che l’uomo non deve gloriarsi della propria forza, potenza, sapienza, ricchezza ma al contrario “chi si gloria si glori nel Signore” (1 Corinzi 1,27 s

)

Questo criterio divino viene più volte ribadito nelle Scritture

Paolo apostolo, che gode di molte rivelazioni da Dio, non deve insuperbire, per questo è aggravato da un problema fisico perché, come gli dice Dio, “la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza”

Perciò Paolo scrive che volentieri si gloria delle sue stesse debolezze, “perché quando sono debole, allora sono forte”, nonostante umiliazioni e ingiurie (2 Corinzi 12,7 ss

)

Ebbene, quel visitatore solitario, passeggiando davanti al basso di via degli Orti di San Giorgio, si chiede come sia mai possibile che, mentre Dio sceglie le cose deboli del mondo per svergognare le forti, i suoi figli sembrano agire proprio all’opposto: scelgono la potenza economica e la sapienza umana per erigere strutture le quali dovrebbero onorare chi

forse la divinità? Ma ciò è assurdo, proprio perché Dio “sceglie” l’umiltà, la debolezza, la povertà

E se la libera scelta va rispettata nell’uomo, a maggior ragione dev’essere rispettata in Dio

Invece

Quella stessa domenica, nel pomeriggio, il visitatore solitario va in automobile a visitare un altro luogo sacro antico, “i du’ culonni”, non sapendo che da anni è chiuso al pubblico (v

foto)

Di quel tempio ha scritto Laura Cassataro in un articolo bello, chiaro, informativo (Il tempio di Zeus Olimpio questo sconosciuto in Libertà Sicilia, 03/05/2018, p

10)

Anche qui il visitatore è solo, e la solitudine aiuta la riflessione

All’incirca nel 30 d

C

ecco alcuni visitatori davanti al fastoso Tempio di Gerusalemme, fieri di tanta bellezza

Sono i discepoli, che fanno notare a Gesù gli edifici del tempio

Ma Gesù risponde: «Vedete tutte queste cose? Io vi dico in verità: Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata» (Matteo 24,1 s

)

Certo, le parole di Gesù si riferiscono in primis proprio al Tempio di Gerusalemme, distrutto nel 70 d

C

Tuttavia il criterio dell’azione di Dio è sempre lo stesso: Dio sceglie le cose deboli del mondo per svergognare le forti

Gli uomini fanno l’opposto

E ciò è folle almeno per due motivi

Primo, il Dio che ha fatto il mondo, che è signore del cielo e della terra, NON DIMORA in templi costruiti dalle mani dell’uomo né dalle mani dell’uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa

Secondo, essendo noi discendenza di Dio, NON DOBBIAMO CREDERE che la divinità sia simile alla pietra in gesso scolpita dall’immaginazione umana (Atti 17,22 ss

; brano scritturale stupendo, che insegna al credente a

non credere!)

Scrive bene Laura Cassataro, “i du’ culonni” dovrebbe essere divulgato fra i turisti e i siracusani

Amaramente vero, perché nel guardare i grandi templi ci si può chiedere: sono forse luoghi per i turisti della fede? Il Signore non si rivela forse nell’umiltà, nella semplicità, nella povertà? Il peccato di concupiscenza per la proprietà della chiesa è partorito continuamente

La proprietà sembra offrire sicurezza, stabilità, certezza; sembra fondare e dare concretezza alla chiesa

Sicurezza economica, finanziaria

La proprietà sembra assicurare il futuro della chiesa

Eppure il criterio di azione divina è opposto

“Non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata”

Virtus in infirmitate perficitur, “la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza”

Un divino opposto quasi dimenticato? © Riproduzione riservata Roberto Tondelli – 05 2018

Vedi allegato

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