Riflessioni

DARE E AVERE

Dare e avere “Più felice cosa è il dare che il ricevere” Sembra che, anche a causa della crisi perenne che attanaglia il nostro Paese, alcuni giovani volenterosi stiano tornando all’agricoltura e, in talune situazioni piuttosto difficili, addirittura al baratto che, si sa, è forma elementare di commercio, permuta di un bene con un altro bene

Un buon dizionario di antropologia spiega come il baratto sia stata la forma più antica di commercio, ben prima dei libri mastro in cui si raccolgono le cifre del dare e dell’avere

In ogni caso, uscite e entrate, dare e avere, sono sempre stati elementi rilevanti nella antica e lunga vicenda umana

Secondo le Scritture ispirate da Dio, sia ebraiche che cristiane, la grazia di Dio ha “dato” le condizioni per la nascita e lo sviluppo della vita intorno a noi

Ad esempio, aria e acqua sono date, come ci è dato un corpo o le condizioni climatiche

Si può solo immaginare la meraviglia dei marinai greci che, approdando a Siracusa, trovarono subito una fonte di ottima acqua dolce e un clima altrettanto dolce

Nel discorso rivolto da Paolo apostolo ai curiosi filosofi ateniesi, si legge che il Dio “sconosciuto” che Paolo annuncia è colui che “dà la vita, il fiato ed ogni cosa” a tutti

Lasciamo a filosofi e teologi riflettere se le dia direttamente o in maniera mediata

Per il discepolo di Gesù vale un meraviglioso insegnamento: se Dio riveste di colori e fiori l’erba dei campi, che oggi c’è e domani viene bruciata come paglia, “non vestirà egli molto più voi, o gente di poca fede?” (Matteo, 6)

Dio, perciò, dà gratuitamente non solo agli uomini, ma anche all’erba, ai passeri e a tutte le altre creature

Ripeto, forse questa non sarà una concezione teologicamente soddisfacente, ma la gente umile ci si può ritrovare bene

L’atto del dare da parte di Dio conosce mille aspetti e sfumature senza sdegnare il sollecito paragone con il dare dell’uomo

Ecco una domanda di Gesù: “Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Matteo, 7)

Luca, formula la stessa frase, dicendo però che Dio darà “lo Spirito santo a coloro che glielo domandano” (Luca, 11)

Non sarebbe interessante sapere quali sono queste “cose buone” che Dio dà? o in che consiste questo spirito tanto particolare che Dio è pronto a “dare”? Ci sono moduli da riempire per ricevere tali cose? Bisogna forse firmare qualche carta? C’è una speciale procedura burocratica da seguire via internet? Ci sono uffici speciali e funzionari particolari ai quali bisogna rivolgersi per “avere” tali cose? L’Evangelo può rispondere a queste domande

Basta avere un poco di umiltà, sedersi attorno a un tavolo per leggere le Scritture assieme e scoprire la saggia bontà di Dio

Il quale dà, ma non come un babbo natale, bensì per sviluppare nella persona umana la amorevole responsabilità del ricevere, certo, ma poi anche del dare

Infatti, Gesù stesso dice che “a chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più” (Luca,12)

E ancora dice: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, che è forse uno dei più trascurati e traditi criteri di vita del cristianesimo (Matteo, 10)

Proprio per questa negligenza e per questo tradimento del “gratuitamente dare”, molta gente non crede più, perché vede intorno a sé azioni fatte solo per interesse, e quindi per la forma più meschina di “avere”

Si tratta, cioè, non di “avere” per “dare”, ma di avere per avere, per detenere, per impossessarsi, per spadroneggiare

Il che è l’esatto contrario del principio di vita eterna praticato da Gesù: “Più felice cosa è il dare che il ricevere” (Atti, 20)

Ma c’è di più

Dio ha dato agli uomini “il diritto di diventare figli di Dio” (Giovanni, 1)

C’è qualcuno che voglia esercitare tale diritto? C’è qualcuno che si sta battendo per l’attuazione di questo concreto diritto civile, morale, umano, spirituale? Gesù incoraggia: “Quello che chiederete al Padre nel mio nome (= mediante la mia persona), Egli ve lo darà” (Giovanni, 16)

Come mai le richieste di molti vengono indirizzate non al Padre mediante Cristo, ma ad altre persone? Cristo è il Vivente, ma le altre persone chi sono mai? Nella lunga preghiera, prima del suo arresto, Gesù dice al Padre: “Le parole che hai dato a me io le ho date a loro” cioè, come si vede dal contesto, ha dato queste “parole” agli apostoli (Giovanni, 17)

È strano che oggi ci siano semplici uomini che si presentano come membri del “quorum” degli apostoli… oibò, tutti americani

Gli apostoli di Gesù erano ebrei palestinesi (!) e diversi di loro hanno provveduto, ispirati dal Cristo, a mettere nero su bianco quelle “parole” che Gesù aveva ricevuto dal Padre suo

Ecco come si è formato l’Evangelo, ecco l’origine del Nuovo Testamento

Su questo testo i credenti di tante generazioni hanno studiato, meditato, creduto e agito

Infatti, nella stessa lunga preghiera Gesù dice: “Non prego solo per questi [apostoli], ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me”

Ecco che mediante la parola apostolica conservata proprio nel Nuovo Testamento, ancor oggi è possibile credere e ubbidire umilmente al Signore che ha dato se stesso per ciascuno di noi

Forse questa parola non è più potente? Forse la parola di Dio non basta più? Assolutamente no

Il principio vitale in Cristo resta fermo: più felice cosa è il dare che il ricevere

© Riproduzione riservata Roberto Tondelli – 10 2018

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