Riflessioni

SULLA STESSA BARCA [versione articolo web]

Sulla stessa barca [versione lunga per articolo web] La chiamano “privacy” ma forse questa esotica parola nasconde solo egoismo, chiusura mentale, individualismo? Oggi somigliamo un po’ tutti a quel giovane benestante che, interessato alla vita in Dio, chiese a Gesù: ‘Maestro buono, che devo fare per ereditare la vita eterna?’ Gesù gli disse: ‘Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio

Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio; non uccidere; non rubare; non dir falsa testimonianza; onora tuo padre e tua madre’

Ed egli rispose: ‘Tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia gioventù’ (Luca,18)

La frase “nessuno è buono tranne Dio” poteva proferirla solo Gesù di Nazaret il quale, come è noto, non era un teologo

È una espressione che fa pensare

Proprio come quel giovane, molti si convincono di essere a posto davanti al Signore perché non rubano, non uccidono, e così via dicendo

La agevole religione del “non” consente facilmente di sentirsi brave persone

Ai nostri occhi siamo tutti brave persone

Alla domanda del suo interlocutore, Gesù risponde: Una cosa ti manca, distribuisci i tuoi beni ai poveri, cioè fatti un tesoro presso Dio e diventa mio discepolo

La proposta dovette suonare folle al giovane, che si voltò e se ne andò, perché aveva molti beni

Gesù non lo fermò

Nonostante tutti i guai cittadini, regionali, nazionali e internazionali, ci è capitato di nascere e vivere nella zona relativamente ricca del mondo – potevamo nascere in Bangladesh o in Somalia, e avremmo fatto una vita ben diversa

Da noi anche i poveracci hanno un cellulare

L’Italia non è più quella del film di Vittorio De Sica, “Ladri di biciclette” (1948; v

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Non è detto, tuttavia, che una certa ricchezza ci abbia reso migliori

Anzi

Siamo forse diventati più egoisti? Le case, un tempo aperte alla socializzazione, sono sempre più chiuse, proprio come sono chiusi i cuori

È quella che chiamano privacy

Questa esotica parola nasconde forse solo egoismo, chiusura mentale, individualismo sfrenato? L’indifferenza caratterizza questa società malata

Malattia terminale che fagocita le cellule vitali stesse della società, rendendo la convivenza civile sempre più incivile

Qui la morte tua è la vita mia, che non è certo una novità

L’amore per la ricchezza, secondo la specifica profezia di Gesù, affoga ogni desiderio per la Parola Buona di Dio

La causa del male sembra evidente: quasi nessuno più, ormai, conosce e riconosce che Dio è Buono

Buono non come il vecchio babbeo Babbo Natale, ma “buono” in senso biblico

Si tratta della “bontà” di cui si legge già all’inizio della Genesi: la bontà delle cose create per l’essere umano, affinché la sua umanità responsabile ne fosse esaltata (Genesi, 1)

Umanità responsabile verso l’albero, e tanto più verso l’altro essere umano; umanità responsabile verso il fiume, e tanto più verso il prossimo

Dio continua a donare a tutti la vita, il fiato ed ogni cosa (Atti, 17)

Ma ciò implica da parte dell’essere umano l’uso giusto di questi doni divini

Il problema è: a chi importa oggi o chi ha bisogno oggi della Bontà seria e giusta di Dio? di quel Dio che si manifesta in Cristo? Si muore, guardando alla televisione i barconi degli emigranti che affondano

E non ci accorgiamo di stare tutti sulla stessa barca

Oggi tocca a loro

Domani a noi

Si muore senza imparare a confidare nella bontà dell’unico che è Buono

E mentre si muore, si vive

Si vive nella beata indifferenza

Se si dovesse descrivere in breve l’andamento dell’indifferenza nella storia recente, si noterebbe che essa ha conosciuto alti e bassi

La generazione della Belle Époque di inizio ‘900 festeggiò diversi capodanni con le solite danze e gli usuali brindisi prima di accorgersi che stava scoppiando la Grande Guerra: 16 milioni di morti e 20 milioni di feriti e mutilati

Anche per tutto il decennio degli anni ‘30 ci si augurò Buon Anno festeggiando i vari capodanni, prima di avvedersi che si stava già dentro un’altra guerra mondiale

Quella che doveva essere la “guerra lampo” (Blitzkrieg) fece 55 milioni di morti solo in Europa (col 60% di civili)

Dal 1955 al 1975 ci fu la Guerra del Vietnam

Ci vollero quasi vent’anni perché l’opinione pubblica, soprattutto americana, si svegliasse dall’indifferenza e costringesse capi e generali a piantarla

Se, prima di dichiarare una guerra o di esportare la guerra, ci si rileggesse l’introduzione di Ernest Hemingway al suo Addio alle armi (1948), forse si riuscirebbe a rafforzare l’unico pregiudizio degno di essere coltivato, quello contro la guerra

Ma le generazioni si succedono le une alle altre

La gente dimentica orrori e follie

I pochi esempi visti sopra mostrano quanto sia seria l’indifferenza e quanto sia grave che la gente sia tenuta nell’indifferenza e si abitui all’indifferenza

Quanta pubblicità, quante fandonie, quante notizie servono solo a educare all’indifferenza

Lo sapeva molto bene il colto politico Paul J

Goebbels (1897 –1945; v

foto) che, come Ministro della Propaganda del Terzo Reich, assunse il controllo totale di ogni aspetto dell’informazione e della vita sociale e culturale tedesca, divenendo il “dittatore della cultura”

Lo scrittore Thomas Mann (Nobel, 1929; v

foto) definì Goebbels “uno storpio nel corpo e nell’animo” che mirava deliberatamente, con disumana bassezza, a elevare la menzogna a divinità, a sovrana del mondo

La pervasiva propaganda dei mass media nazisti rese il popolo tedesco ubbidiente

Ubbidiente mediante l’indifferenza al male

L’indifferenza è la caratteristica che precede ogni fine d’epoca e, secondo Gesù, essa è anche la peculiarità della fine di tutte le fini, la fine escatologica: “Come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell’uomo

Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e si andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e la gente non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figlio dell’uomo” (Matteo, 24)

È stato notato (M

Cacciari) come in pochi mesi nel nostro Paese sia cresciuta esponenzialmente l’indifferenza verso le tragedie nel Mar Mediterraneo

Il cancro dell’indifferenza ci fagocita

Indifferenza verso il povero, verso i famigliari, verso la persona in bisogno; indifferenza verso il malato, verso la persona che soffre, verso l’anziano

In altri termini, indifferenza verso Dio

Ecco l’inizio della fine

Unico antidoto all’indifferenza è la pratica riflessiva della Parola di Cristo

Ma qui la via si fa stretta e poco battuta

© Riproduzione riservata Roberto Tondelli – 01 2019

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