Riflessioni

POT-POURRI

Pot-pourri Il “carpe diem”, afferra il giorno, del poeta latino Orazio invita non alla ricerca del piacere ma ad apprezzare ciò che si ha Quinto Orazio Flacco Fare soldi Come se niente fosse, anzi con una buona dose di rassegnazione, la gente continua a nascere, vivere e morire

Che ci volete fare? È la vita

È la ruota della vita

Oggi a me… Ma non c’è solo rassegnazione

C’è anche distrazione

Infatti la maggior parte si distrae col lavoro (per chi ce l’ha)

Che certo è necessario per vivere

Ma vivere per lavorare è diverso

È tremendo

A volte il lavoro, magari con qualche artificio, produce soldi

C’è chi sa farli bene

Anzi, sa fare bene quasi solo quelli

Anche se non se li può portare dove sta andando

Col tempo si persuade che Dio non esiste

Non c’è

Non può esserci

Così, prima che sopraggiunga la Grande Paura, il pensiero si abitua alla logica che nega

Si concentra sempre più su ciò che si tocca, si compra, si vende

Autorevoli profeti predicano un vangelo che dice “la vita è qui!”, la vita è “tutta qui!” E sembra loro di dire davvero cosa nuova, originale, mai detta prima

Possibile che non ci sia mai un ri/pensamento? Mai una ri/flessione? Neppure se uno ti dicesse: “Insensato, questa stessa notte ti verrà richiesta la tua vita [tutta qui]

E quello che hai accumulato a chi andrà?” (Gesù)

Ma sai parlare? L’universo è parlante

I delfini comunicano fra loro

Le api si danno informazioni con la bella danza riproducente il numero “8” nella direzione in cui si trova il campo di fiori

L’essere umano parla

La forma più alta di linguaggio è certo quella poetica

“Poetare” dal greco significa “creare, fare”

L’evangelo infatti chiama Dio “poeta”: non solo perché parla, ma perché con le parole crea mondi

Lo sapeva bene Davide che esclama: “Iahve è mio pastore, non mancherò di nulla

/In verdi pascoli mi fa riposare,/sopra acque tranquille mi guida;/la mia anima ristora

/Anche se camminassi in valle tenebrosa,/non temerei nulla di male,/perché tu sei con me”

Queste parole tentano di dire tutto l’affetto che Dio ha per la persona umana

È l’amore che si è mostrato in sommo grado grazie a Cristo Gesù, culmine dell’amore di Dio per ciascuno: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito figlio affinché chiunque ubbidisce a lui non perisca ma abbia la vita piena di Dio” (Giovanni)

E pensare che spesso l’uomo risponde a Dio con la mala parola detta alle spalle

Con la mala azione fatta per violentare

Poi non sa né dire parole né fare fatti per pentirsi

Si dispiace

Senza pietra Si campa in un’epoca di globale, brutale ignoranza e mala educazione, esito della massa di informazioni, ma di poca conoscenza amorevole

In questo contesto piuttosto volgare, bisogna riconoscere che papa Francesco fa una fatica erculea per tenere assieme i pezzi della sua chiesa, scossa da scandali, corruzione, disobbedienza

Ci sono ormai teologi di tutte le tendenze che negano questo o quel dogma, sempre con una considerazione piuttosto scarsa verso la Sacra Scrittura

Sembra poi esserci un ritorno alla filosofia greca, al suo ateismo materialista, a certe pratiche dei greci antichi e al carpe diem, afferra il giorno, del poeta latino Orazio

Che, per la verità, invita non al divertimento spensierato e alla ricerca del piacere (come si pensa) ma ad apprezzare ciò che si ha; perché “basta a ciascun giorno il suo affanno”, come dice Gesù

Il quale aggiunge la necessità di ricercare il regno di Dio prima di tutto

In questa sfolgorante violenta ignoranza, la religione si nutre delle stesse formule rivolte a distratti, che dicono “amen” sbadigliando o guardando l’orologio (non tutti; c’è chi sbircia il cellulare)

E per tenere assieme i pezzi, anche un saio di gesso o un pellegrinaggio possono tornare utili

Badando bene a fare un distinguo tra fare pellegrinaggi a Medjugorje e dar credito ai messaggi

Avendo poca o nessuna familiarità con Colui che ha dato la vita per tutti noi, molti – distratti, attratti, ignari – accorrono, sventolano bandiere, lieti di farsi un selfie mentre stanno sul carro diretto al Paese dei Balocchi

La Storia, che non mente, insegna che l’origine del papato è politica

Che la curia romana è una struttura politica

Anche l’Evangelo non mente: “Il figlio dell’uomo non ha una pietra su cui posare il capo”, dice Gesù, dimenticato da molti ma non dal fisico teorico e ateo dichiarato Carlo Rovelli

Dio strano – Se fermi uno per la strada e gli chiedi “dove stanno i morti” quello ti squadra da capo a piedi

Poi ti indica il cimitero

Si sa, i vivi stanno in giro, i morti al cimitero

Normale

Ma quel che è normale per il senso comune non è affatto normale per l’Evangelo

Quando Gesù deve dare una definizione peculiare di Dio afferma che “Egli non è un Dio di morti, ma di viventi; infatti per lui vivono tutti”, anche Abramo, Isacco e Giacobbe che all’epoca di Gesù erano defunti da millenni

L’idea che ha Dio dei vivi e dei morti non è normale

Per lui, una donna (o un uomo) che si dà ai piaceri è morta (1 Tim

5,6)

Lazzaro, che dopo breve malattia è finito nella tomba, si può dire che dorme (Gv

11,10)

Il figlio che se ne è andato da casa per sperperare le sue sostante nei piaceri è morto (Lc

15,24)

Abele, pur defunto da millenni, “parla ancora” (Eb

11,4)

Per Dio, una donna che passa da un uomo all’altro, un uomo che passa da una donna all’altra, una persona gelosa, un iroso, una invidiosa, uno che semina divisione, inimicizia, maldicenza, tutti costoro sono considerati da Dio morti

Morti che camminano

Morti che, volendo, possono convertirsi

Prima di andarsene

© Riproduzione riservata Roberto Tondelli (Libertà Sicilia, 06 2019)

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