Riflessioni

MODESTA PROPOSTA

’O Faru dill’isula: una modesta proposta “Scusasse! veda che la sto chiamando da dentro al cimitero” Vorrei proporre la sinossi di tre fatti, due recenti e uno antico

Il primo fatto è stato “un grande naufragio nel Mediterraneo: i morti annegati si calcolano in oltre 100 [circa 150 in realtà], i tratti in salvo oltre 120

Non è una notizia da prima pagina? Non è la notizia d’apertura? Se con la principale notizia il lettore inaugura la sua giornata, e trova il senso della storia che sta attraversando, l’annegamento di un centinaio di migranti, nel tentativo di uscire da un continente ed entrare in un altro, non è la chiave per capire il più grande evento del nostro tempo, lo spostamento dei popoli, l’abbandono di continenti? E se questa notizia non è nella prima pagina di un grande giornale, dove lascia lo spazio alla litigata tra due ministri, non significa che per quel giornale la morte tragica di cento miserabili del Terzo o Quarto Mondo conta meno dello scontro verbale di due nostri governanti? Sto cercando di dare al lettore una spiegazione sul perché queste catastrofi avvengono, perché non smettono, perché non riusciamo a renderle impossibili

Il fatto che in un nostro importante giornale finiscano a pagina 11 è una sufficiente spiegazione: i grandi naufragi si ripetono perché per noi non contano niente”, così scrive F

Camon (Avvenire, 28/07/2019)

Il secondo fatto, antico, è il naufragio di Paolo apostolo a Malta prima di arrivare a Siracusa

Così ne scrive Luca: “La nave fu trascinata via e, non potendo resistere al vento, la lasciammo andare ed eravamo portati alla deriva

Passati rapidamente sotto un''isoletta chiamata Clauda, a stento potemmo impadronirci della scialuppa

Dopo averla issata a bordo, utilizzavano dei mezzi di rinforzo, cingendo la nave di sotto; e, temendo di finire incagliati nelle Sirti, calarono l’àncora galleggiante, e si andava così alla deriva

Siccome eravamo sbattuti violentemente dalla tempesta, il giorno dopo cominciarono a gettare il carico… Già da molti giorni non si vedevano né sole né stelle, e sopra di noi infuriava una forte tempesta, sicché ogni speranza di scampare era ormai persa (…) Sulla nave eravamo duecentosettantasei persone in tutto… Quando fu giorno, non riuscivamo a riconoscere il paese; ma scorsero un''insenatura con spiaggia, e decisero, se possibile, di spingervi la nave… Tre mesi dopo, ci imbarcammo su una nave alessandrina la quale aveva svernato nell''isola

Approdati a Siracusa, vi restammo tre giorni”

Seguendo i consigli di Paolo le 276 persone, soldati e carcerati, scampano al naufragio (Atti 27-28)

Il terzo fatto, di cronaca, riguarda la questione dei loculi al cimitero di Siracusa

Per sfuggire a ’u cauru affricano qualche giorno fa me ne andai al tramonto a sedermi all’ombra dei grandi alberi davanti al cimitero

Ero solo

Mi godevo la brezza leggera che agitava le foglie e rilassava

Dopo un po’ che me ne stavo seduto, mi sorpresi sentendomi chiamare, “Scusasse!” mi voltai, nessuno

“Scusasse!” Il richiamo si ripeté senza che riuscissi a vedere alcuno

Poi per la terza volta, “Scusasse! Veda che la sto chiamando da dentro al cimitero”

“Che rimase chiuso dentro?”, chiesi sempre senza vedere a chi parlavo

“No, io ccà, per così dire, ci vivu, ci risiedo da oltre trent’anni

Ce la pozzu fare ’na domanda?” Un po’ scantato, impaurito, risposi, “mi dica”

Chiese: “Vero è che il Comune ha deciso di sfrattarci a noi morti se i nostri vivi non pagano per tenerci a durmiri nei nostri loculi?” Sorpreso da tale viva attenzione e contezza da parte del morto, abbozzai una risposta: “Veda, la questione è complessa; c’è il punto di vista del Sindaco, ci sono le rimostranze del Consiglio comunale, ci sono le opposizioni, i regolamenti, i progetti, e poi sì ci sono somme da versare…” Gentile ma risoluto, il morto m’interruppe: “Lei deve farci un favore a tutti noi che stiamo qui dentro; dato sì che noi dormiamo e non possiamo quindi intervenire direttamente nella faccenda, ci faccia lei il favore di rendere nota una nostra modesta proposta per risolvere la questione con soddisfazione e risparmio di tutti

Sia a noi che stiamo già cà sia a quelli che verranno da questa parte, d’ora in poi evitate i costosi loculi, portateci tutti sulla costa a ’O Faru della penisola Maddalena [Siracusa] e dolcemente gettateci in mare, come si fa ai funerali sulle navi

Così andremo a fare un po’ di compagnia agli sventurati amici nostri naufragati giorni fa vicino alla Libia e a tutti gli altri dimenticati che dormono sul fondo del Grande Cimitero del Mare Nostru

M’arraccumanno, non si scoddi di recapitare questa modesta proposta, che non è sulu mia personale, ma proprio un-“anime” di tutti gli amici ca sugnu ccà dintra cu mmia

La saluto e l’arringrazzio assai”

E mentre tentavo di rispondere al morto, mi svegliai, sudato e un po’ scosso

Era stato tutto un sogno

Avevo sognato una società in cui la gente ricordasse che Gesù e Paolo apostolo annunciano il regno di Dio, cioè la giustizia, la pace e la allegrezza “nello Spirito di Dio” [dimenticato]

Avevo sognato un mondo in cui i cristiani, non di nome, avessero coraggio fiducia e serietà “riguardo a Gesù” e ne prendessero sul serio l’insegnamento [trascurato]

Una società in cui non ci fosse più bisogno di ascoltare i morti per riflettere [solo un attimo, per poi darsi pace] perché, come dice il Vangelo, essi “dormono” nei cimiteri o nel mare, e proprio nulla hanno da dirci, se non nei nostri dolci ricordi

Occorre invece ascoltare Cristo e gli apostoli, che parlano nelle pagine del Nuovo Testamento

Infatti basta solo ascoltare/praticare Cristo risorto per capire il valore della vita e della morte, per comportarsi con più rispetto, con più generosità, con più onestà verso il prossimo, verso il vicino e verso il lontano, e ciò sia da parte degli amministratori sia da parte degli amministrati

Senza comprare la gente e senza vendersi

Avevo sognato una società con ben pochi pupi e ben pochi pupari, ma con tanta gente seria riguardo alla vita e riguardo alla morte

Avevo sognato gente che si salva in Cristo perché salva mediante Cristo

Ma chi vorrà avere la fiducia e lo zelo per scampare al naufragio? © Riproduzione riservata Roberto Tondelli (Libertà Sicilia, 08/2019)

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