Riflessioni

"Buon" anno?

Se si vuole davvero un buon anno (Cinquantadue pezzettini di pane) Facendo gli auguri per le recenti festività, Giuseppe Bianca, Direttore di Libertà Sicilia, ha richiamato l’Amore

Ottima scelta

Così facendo ha citato Giovanni, l’apostolo dell’amore, il quale attesta così gli elementi fondamentali dell’Amore: Diletti, amiamoci gli uni gli altri; perché l’amore è da Dio, e chiunque ama è nato da Dio e conosce Iddio

Chi non ama non ha conosciuto Iddio; perché Dio è amore

In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo unigenito Figliuolo nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo

In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Iddio, ma che Egli ha amato noi, e ha mandato il suo Figliuolo per essere la propiziazione per i nostri peccati

Diletti, se Dio ci ha così amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri

Nessuno vide giammai Iddio; se ci amiamo gli uni gli altri, Iddio dimora in noi, e l’amore di Lui diventa perfetto in noi

Da questo conosciamo che dimoriamo in lui ed Egli in noi: che Egli ci ha dato del suo Spirito

E noi abbiamo veduto e testimoniamo che il Padre ha mandato il Figliuolo per essere il Salvatore del mondo

Chi confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Iddio dimora in lui, ed egli in Dio

E noi abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo creduto

Dio è amore; e chi dimora nell’amore dimora in Dio, e Dio dimora in lui

In questo l’amore è reso perfetto in noi, affinché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio: che quale egli è, tali siamo anche noi in questo mondo

Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura; perché la paura implica apprensione di castigo; e chi ha paura non è perfetto nell''amore

Noi amiamo perché Egli ci ha amati il primo

Se uno dice: Io amo Dio, e odia il suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama il suo fratello che ha veduto, non può amar Dio che non ha veduto

E questo è il comandamento che abbiamo da lui: che chi ama Dio ami anche il suo fratello (1 Giovanni 4,7 ss

)

Del brano giovanneo vorrei qui sottolineare pochi tratti che fanno riflettere quando si tratta di «amore» in senso biblico – scartando di proposito ogni riferimento sentimentale, cinematografico, romantico, sociale, filantropico

Ogni breve commento si concluderà con una domanda esistenziale per il discepolo e la discepola di Gesù

Quando si dice «Dio» «DIO È AMORE»

Questa espressione alta ed elegante evidenzia l’acume di Giovanni ispirato da Dio

È a partire da questo dato concernente Dio che muove tutta l’azione di Gesù e tutta l’imitazione del discepolo e della discepola di Gesù, per i quali è vero ciò che ricorda Paolo apostolo: Non abbiate altro debito con alcuno se non d’amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge

Infatti il non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non concupire e qualsiasi altro comandamento si riassumono in questa parola: Ama il tuo prossimo come te stesso

L’amore non fa male alcuno al prossimo; l’amore, quindi, è l’adempimento della legge

E questo tanto più dovete fare, conoscendo il tempo nel quale siamo; poiché è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché la salvezza ci è adesso più vicina di quando credemmo (Romani 13,8 ss

)

• Non sarà proprio questa delineata da Paolo la risposta più bella che il credente può offrire a Dio che è amore? Sempre nello spirito d’amore che Dio stesso sparge nel cuore umile dei discepoli? Quel che l’amore non fa L’amore non fa male alcuno al prossimo

Ecco perché il nuovo anno sarà buono se smetteremo adultèri e fornicazioni, ruberie e corruzioni, superbie e millanterie, maldicenze sia quelle ascoltate sia quelle dette, tutte cose che fanno male alle famiglie e ai singoli

Basta con ciò che è indegno della persona umana e, a maggior ragione, dei credenti

Basta con il fare del male al prossimo

E basta anche con la mancanza di ravvedimento per aver fatto il male

O il ravvedimento è seguito da frutti che ne sono degni o non è ravvedimento

• Riusciamo a riconoscere il tempo nel quale siamo chiamati a vivere, a testimoniare, a morire? Ciò che serve alla vita «L’AMORE DI DIO SI È MANIFESTATO NEL MONDO MEDIANTE GESÙ CRISTO, AFFINCHÉ, PER MEZZO DI LUI, VIVESSIMO»

Giovanni dice «vivessimo» perché senza Cristo siamo «morti»

Il sacrificio di Gesù unito alla sua risurrezione sono resi noti mediante le Scritture ispirate del Nuovo Testamento, ben radicate nelle Scritture ispirate della Bibbia ebraica

Questo amore grande, questo sacrificio grande non ha bisogno di catechismi, di libercoli d’importazione né di nuove rivelazioni

C’è bisogno solo di avvicinarsi all’evangelo con un po’ di umiltà e un po’ di fiducia ubbidiente

L’Evangelo è la sorgente dell’amore, il resto è acqua stagnante che conduce a morte, non alla vita in Cristo

• Qual è la cosa che non ci sarà tolta? La verità taciuta «IN QUESTO L’AMORE È RESO PERFETTO IN NOI, AFFINCHÉ ABBIAMO FIDUCIA NEL GIORNO DEL GIUDIZIO»

La «dimora» di Dio nel credente è resa manifesta dalla bella confessione di Gesù quale Cristo di Dio

La costante «dimora» del credente nell’amore di Dio rende completo l’amore

Amore e fiducia vanno dunque assieme

Anche se oggi si preferisce non dirlo, il giorno del giudizio ci sarà

Il giudizio di Dio verrà per ciascuno

E sappiamo anche qual è legge con cui ciascuno sarà giudicato

Scrive Paolo apostolo che ogni cosa si vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà «i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio Evangelo» (Romani 2,16; «mio» nel senso di evangelo predicato da Paolo)

• Non è forse il caso di conoscerlo meglio e praticarlo bene questo «evangelo»? non è forse il caso di «crescere» in questo amore fiducioso, lungimirante, verace? Quello che non c’è «NELL’AMORE NON C’È PAURA; ANZI, L’AMORE PERFETTO CACCIA VIA LA PAURA; PERCHÉ LA PAURA IMPLICA APPRENSIONE DI CASTIGO; E CHI HA PAURA NON È PERFETTO NELL’AMORE»

È strano come noi abbiamo paura degli uomini, ma abbiamo imparato a non aver rispetto verso Dio

Una religione un tempo intransigente verso le più piccole mancanze, si è trasformata in religione permissiva, che «integra» tutto e tutti

Dove sta la verità, nella religione repressiva di ieri o in quella permissiva di oggi? La verità ce la ricorda Giovanni quando scrive: «Da questo conosciamo che amiamo i figliuoli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti

Perché questo è l’amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi» (1 Giovanni 5,1 ss

)

L’amore non è dunque osservanza di comandamenti, spesso gravosi e vuoti, creati dagli uomini, ma persuasione e umile attuazione dei comandamenti che Dio stesso presenta nell’esempio di Gesù, cioè nel suo Evangelo

• Non sarà forse il caso di evitare di imitare quel tale che vantava di aver osservato «i comandamenti» di Dio sin dalla sua giovinezza? Non «mancherà» anche a noi qualcosa, nonostante la nostra presunta osservanza? Non è forse necessario ridiscutere criticamente e autocriticamente il senso profondo dell’«osservanza dei comandamenti» (espressione spesso intesa in senso legale se non legalistico) che deve scaturire dall’amore perfetto di Dio che scaccia la «paura»? L’ipotesi di Giovanni «SE UNO DICE: IO AMO DIO, E ODIA IL SUO FRATELLO, È BUGIARDO; PERCHÉ CHI NON AMA IL SUO FRATELLO CHE HA VEDUTO, NON PUÒ AMAR DIO CHE NON HA VEDUTO

E QUESTO È IL COMANDAMENTO CHE ABBIAMO DA LUI: CHE CHI AMA DIO AMI ANCHE IL SUO FRATELLO»

L’ipotesi giovannea, introdotta dal «se», è molto più concreta e realistica di quanto non si pensi

Quel che infatti rovina i rapporti fraterni è la menzogna, o l’ignoranza, o l’ipocrisia del facile perdono chiesto mentendo persino alla comunità, o ancora il disonore di un padre incapace di correggere la follia dei figli, o la vergogna di una madre che scusa la fornicazione del figlio, oppure l’ipocrisia di chi guarda altrove per non vedere, o la facilità ipocrita con cui il fratello crede alla menzogna per ipocrita convenienza, e così via

Siamo qui dinanzi all’odio o all’amore perfetto? Di qui scaturisce, ricorda Giovanni, la impossibilità radicale di amare Dio, vale a dire la caricatura dell’amore di Dio

Sta proprio qui, talvolta, la fonte di ostilità e maldicenze ricevute soprattutto dal credente che evangelizza con coscienza pura; ostilità e maldicenza invece che stima e considerazione; perché? perché si attua e si dice il vero

Bisogna cessare di abbeverarsi a questa fonte inquinata, ravvedersi/convertirsi pubblicamente e agire di conseguenza; così l’odio fraterno farà posto al fraterno/sororale amore in Dio

• Come dunque armonizzare assieme il rapporto col fratello «veduto» e con l’Iddio «non veduto»? È possibile che, esaminando criticamente e autocriticamente questa armonizzazione, si giunga a una concezione e a una realtà di chiesa come «popolo di Dio» più profonda, meno banale, più aderente al dato scritturale, slegata da concezioni che, talvolta, appaiono conventicolari o particolaristiche? Per concludere queste brevi note, lontano da ogni sentimentalismo c’è un impatto pratico derivante da fatti inequivocabili: Dio è stato «il primo» ad amare; amare in senso scritturale è «conoscere» Dio; Gesù è l’offerta per i nostri peccati; egli ci ha dato del suo Spirito che ci guida secondo le Scritture; il credente crede, cioè si affida davvero, all’amore che Dio ha per lui; l’amore per Dio si traduce in amore per il fratello: altrimenti i 52 pezzettini di pane mangiati nel 2020 sanciranno solo la menzogna e la conseguente condanna

Se si vuole un anno davvero «buono» occorre tornare, tornare sul serio, ad «imparare Cristo» (Efesini 4,20)

Il resto sono solo botti di capodanno

Piccola bibliografia (testi disponibili nella biblioteca www

bbsr

it) H-D

WENDLAND, Etica del Nuovo Testamento, Brescia, 1975

H

KÜNG, Tornare a Gesù, Milano, 2013

C

E

FLATT, Studies from the Epistles of John and Revelation, Russelville, 1994

P

DE AMBROGGI, Le epistole cattoliche di Giacomo, Pietro, Giovanni e Giuda (S

Garofalo, La Sacra Bibbia), Torino – Roma, 1957

© Riproduzione riservata Roberto Tondelli (Libertà Sicilia, 01 2020) domande e osservazioni: cnt2000@alice

it

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