Riflessioni

Riflessione sul Natale

La festività del 25 dicembre tra Storia e Vangelo La cosa forse più sorprendente a proposito del Natale è che questa festa non è in armonia con la tradizione religiosa cristiana antica

La Storia dei primi quattro secoli, infatti, non conosce una festa del Natale di Gesù

I cristiani in epoca apostolica e post-apostolica non ne festeggiarono mai la nascita

Come mai quei cristiani, più vicini di noi al pensiero di Gesù e degli apostoli, non celebrarono il Natale? Semplicemente perché il Vangelo non comanda di celebrare una festa in onore di Gesù bambino

L'ordine positivo del Vangelo, invece, è di ricordare la morte e la resurrezione del Signore nel primo giorno della settimana (= giorno del Signore: Atti 2,42 e 20,7)

I credenti che prendono sul serio il Vangelo sanno che non bisogna aggiungere né togliere nulla alla Parola di Dio (Apocalisse 22,18)

I primi cristiani non celebrarono il Natale perché ciò non è ordinato dalla Parola di Dio e non è in armonia con la tradizione della chiesa delle origini

La data della nascita di Gesù è poi molto incerta

Nei primi tre secoli alcuni scrittori (Clemente alessandrino) indicano la primavera, il 20 o 28 maggio, il 2 aprile (Ippolito), oppure il 19 aprile

Solo dal quarto secolo in poi si inizia a fare riferimento a date invernali

Il 6 gennaio, in oriente, sostituiva la festa pagana della nascita di Aion (eone, era)

In occidente, invece, diviene popolare la data del 25 dicembre in sostituzione della festa pagana della nascita di Mitra, il “sole invitto”

Tale festività del sole, iniziata con l’imperatore Aureliano (274), era stata accresciuta da Costantino (devoto al dio Sole) e da Giuliano (362)

Il 25 dicembre il mondo pagano festeggiava il Natale del dio Sole: da questa data le giornate iniziano a prolungarsi perché il sole torna verso il suo fulgore, che raggiungerà il massimo in estate

La Cronografia di Filocalo (anno 354) è il primo documento che possediamo sul Natale

Qui si nota la corrispondenza della festività religiosa con una festa civile detta “natalis invicti”, cioè “natale del sole invitto”

Si noti pure che il ritorno del sole dopo le brevi giornale invernali era concepito come la nascita di un bimbo da una vergine: la vergine Isis dà alla luce Oro (il dio Sole)

I vescovi del quarto secolo, incapaci di eliminare la festa pagana, pensarono di sostituirla

Ambrogio, Agostino, Leone Magno esortano a non adorare in quella data il sole, ma Colui che ha creato il sole

Si ebbe così una sorta di cristianizzazione di festività pagane precedenti, anche di quella natalizia

Per pura curiosità osserviamo che le date primaverili sono le più probabili per la nascita di Gesù, perché più in armonia con i dati biblici

Il Vangelo di Luca ricorda che i pastori erano nei campi a fare la guardia al loro gregge (Luca 2,8)

In Palestina di solito i pastori stanno nei campi da marzo/aprile a novembre, e ciò escluderebbe la stagione invernale

Anche il censimento ordinato da Cesare Augusto suggerisce una stagione diversa dall’inverno, per favorire gli spostamenti della gente, di solito compiuti a piedi (Luca 2,1)

Si consideri infine che la festa del Natale sposta il centro dell’attenzione spirituale dal Cristo risorto e glorificato ad un bimbo terreno

Nella vera tradizione cristiana antica la pietà religiosa era invece tutta incentrata sul Cristo glorificato

I cristiani antichi si interessavano poco dei dati storici terreni di Gesù, perché guardavano a Lui come al Risorto, al Mediatore, al Signore dell’universo! Ecco le significative parole di uno studioso cattolico: Nella vita di pietà della Chiesa dei primi quattro secoli il Cristo si trova in primo piano

Egli è Colui che vive e regna e siede alla destra del Padre; Egli è il Mediatore universale presso il Padre (…)

Nello sviluppo posteriore della vita di pietà e di preghiera subentrò un cambiamento nella posizione di Cristo

Il Cristo glorificato si eclissò e vi subentrò, nella vita religiosa, il Cristo della vita terrena

Nella pietà cattolica è avvenuto un cambiamento immenso (Federico Jürgensmeier, Il corpo mistico di Cristo, Brescia, 1945)

Forse, invece che andare alla ricerca dello spirito del Natale, i credenti dovrebbero ricercare e abbeverarsi dello Spirito del Cristo risorto, che parla ancor oggi nel Nuovo Testamento

In questa Parola, che non necessita di cambiamenti perché è Parola di Dio, è ancora possibile trovare sobrietà, sapienza e salvezza in Cristo Gesù glorificato e Mediatore unico presso il Padre

Per approfondimenti sul tema contattare: 06 91251216 - 339 577 3986 - email: info@chiesadicristopomezia

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(Bibliografia: Fausto Salvoni, Gesù Cristo, vol

1, A

A

1970/71)

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