Riflessioni

la fede come reazione al male

Non passa lo straniero   URLO MUTO Questa pagina, interamente curata e finanziata dalla comunità di discepoli e discepole che si incontra a  POMEZIA via FRATELLI BANDIERA, 2 ha il solo fine di promuovere il ragionamento sui temi importanti della vita e della fede in Cristo

Violenza contro le donne  Da una ricerca fatta nel 2006 su un campione di 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni emerge che 3 donne su 10 hanno subito violenza

Oltre un terzo sceglie di non denunciare

In Italia quasi il 32% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita

Cinque milioni di donne hanno subìto violenza sessuale, cioè stupro, tentato stupro, ma anche rapporti sessuali non desiderati e subìti per paura delle conseguenze e attività sessuali degradanti e umilianti

Il 18,8 per cento è stato più "fortunato" e ha sopportato "solo" violenze fisiche, dalla minaccia più lieve a quella con le armi, dagli schiaffi al tentativo di strangolamento

I numeri possono essere mostruosi perché riescono a semplificare situazioni drammatiche

Riescono a far diventare statistica il dolore, l'umiliazione, la disperazione che stanno dietro le storie delle migliaia di intervistate

È un'Italia che nessuno conosce, perché è comodo non vederla

La ricerca ISTAT dice che nel mondo muore una donna ogni otto minuti e che l'Italia è al 34esimo posto (su 40) di questa classifica speciale

La ricerca ci mette sotto gli occhi una situazione drammatica anche perché silenziosa e taciuta

Qualcosa contro cui, ad esempio, non risultano iniziative di tipo legislativo o altro

È una fotografia fatta di numeri

Su ogni cifra, per trovare le parole necessarie, occorre fermarsi e riflettere

L'indagine misura tre diversi tipi di violenza: quella fisica, quella sessuale e quella psicologica che comprende le denigrazioni, il controllo dei comportamenti, le strategie di isolamento, le intimidazioni e tutto ciò che può "armare" l'ossessione di un partner, di un ex amante o anche solo di una persona conosciuta e creduta amica

(Claudia Fusani, Rapporto Istat sulla violenza e i maltrattamenti contro la donna, in la Repubblica, 21

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Gesù e le donne  Siamo di fronte ad atti di violenza fatti di banalità del male, mancanza di ogni senso della costruzione nei rapporti personali, vuoto morale, distruzione

Nella prima parte della Ballata del vecchio marinaio di Coleridge, scritto per cercare un’introvabile spiegazione del male, si narra di un veliero che salpa per solcare i mari del sud

Colpito dalla tempesta, resta imprigionato fra i ghiacci dell’Antartico: Il giaccio era qui, il ghiaccio era là,/ intorno non era che ghiaccio: / scricchiolava e ringhiava e ruggiva e ululava, / come rumori in un delirio! Appare però nel cielo l'albatro, grande uccello marino

La sua presenza rincuora la ciurma, e l’uccello segue la nave finché questa emerge dai ghiacci

Poi, contro le leggi dell’ospitalità, il Marinaio uccide il volatile

Perché lo uccide? Senza motivo

E questo atto insensato è simbolo di questa arida incapacità di scorgere negli esseri un legame di unità superiore al loro mero valore di uso (Ettore Canepa)

[1] Noi che siamo stati resi capaci di vedere il mondo quasi solo mediante la TV, sembriamo quasi incapaci di accorgerci dei segni del nostro tempo

Quante violenze restano ignote alla società, alla legge e… alla televisione! Certo, ci sono le leggi, ma qualunque legge riesce di rado a dissolvere la violenza là dove essa s’annida: nel cuore umano

La buona notizia (vangelo) di Gesù per tutti è che ciascuna donna è degna d’essere considerata ben al di là del suo corpo; con una donna si può e si deve parlare e ragionare assieme; la parola di una donna va valutata; l'aiuto delle donne va apprezzato; su di esso si può e si deve contare, proprio come sul loro servizio

Gesù desidera scrivere la sua norma alta nelle coscienze delle persone: Porrò le mie leggi nelle loro menti, e le scriverò sui loro cuori

A volte una tale scrittura nella mente riesce

Ma questo fa forse cessare d'incanto la violenza? No

Gesù per primo sa bene che i violenti sono sempre pronti a impadronirsi del suo regno di dolcezza, giustizia, pace

La madre anziana che, con l'indice sulle labbra, bisbiglia all'amica che taccia e non divulghi la violenza che la figlia subisce dal marito, stolto energumeno, è uno dei mille casi in cui l'uomo, quotidianamente manesco in casa propria, si tramuta poi nel domenicale cristiano

C’è poi la violenza del fallito, che invidia chi sa donare

C’è la violenza dell'asociale, arricciato nella sua indifferenza, che odia chi sa godere della buona compagnia

C'è quella dell'ignorante, che invidia chi sa imparare

C'è quella dell’instabile caratteriale, che rumina fiele contro i costruttori di pace

C’è la violenza di chi agisce per disonorare altri, e poi si ritaglia il ruolo di vittima per uscire dalla situazione con falso onore

Se è vero che non possiamo non dirci «cristiani», è pure vero che i più ignorano il Vangelo

A noi si addice il detto di Gesù: Ascoltate pure ma senza comprendere, osservate pure ma senza riconoscere

Nonostante superficialità e presunzione, occorre ribadire che solo con Gesù possono sparire le vecchie tendenze alla violenza

Gesù vince la maledizione dell’Eden e pone donna e uomo sullo stesso piano umano/spirituale

Da Gesù s'impara che chi dice d’essere credente e fa il violento in famiglia è un uomo che non viene ascoltato da Dio (1 Pietro 3)

Torniamo al Maestro Gesù per sconfiggere la violenza che è in noi

[1] S

T

Coleridge, La ballata del vecchio marinaio – Kubla Khan, (a

c

E

Canepa), Milano, 1994

Informazioni Tel: 339 577 3986   

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