Riflessioni

CHI E' GESU' CRISTO? / Riflessioni 11, 2009

Gesù, Provvidenza di Dio Dio provvede Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Prendi ora tuo figlio, il tuo unico figlio, colui che tu ami, Isacco, va' nel paese di Moriah e là offrilo in olocausto sopra uno dei monti che io ti dirò»

Così Abramo si alzò al mattino presto, mise il basto al suo asino, prese con sé due dei suoi servi e Isacco suo figlio e spaccò della legna per l'olocausto; poi partì per andare al luogo che Dio gli aveva detto

(

) Così Abramo prese la legna per l'olocausto e la caricò su Isacco suo figlio; poi prese in mano sua il fuoco e il coltello e s'incamminarono tutt'e due insieme

E Isacco parlò a suo padre Abramo e disse: «Padre mio, ecco il fuoco e la legna; ma dov'è l'agnello per l'olocausto?»

Abramo rispose: «Figlio mio, Dio provvederà egli stesso l'agnello per l'olocausto»

E proseguirono tutt'e due insieme

Così giunsero al luogo che Dio gli aveva indicato, e là Abramo edificò l'altare e vi accomodò la legna; poi legò Isacco suo figlio e lo depose sull'altare sopra la legna

Abramo quindi stese la mano e prese il coltello per uccidere suo figlio

Ma l'Angelo di Iahvé lo chiamò dal cielo e disse: «Abramo, Abramo!»

Egli rispose: «Eccomi»

L'Angelo disse: «Non stendere la tua mano contro il ragazzo e non gli fare alcun male; ora infatti so che tu temi Dio, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, l'unico tuo figlio»

Allora Abramo alzò gli occhi e guardò; ed ecco dietro di lui un montone, preso per le corna in un cespuglio

Così Abramo andò, prese il montone e l'offerse in olocausto invece di suo figlio

E Abramo chiamò quel luogo "Iahvé provvede"

Per questo si dice fino al giorno d'oggi: «Sul monte Iahvé provvede»

L'Angelo di Iahvé chiamò dal cielo Abramo una seconda volta e disse: «Io giuro per me stesso, dice Iahvé, poiché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, l'unico tuo figlio, io certo ti benedirò grandemente e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; e la tua discendenza possederà la porta dei suoi nemici

E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai ubbidito alla mia voce» (Gen

22)

La domanda lecita e giusta fatta da Isacco riguarda una necessità: padre, siamo qui per un sacrificio, ma come potremo farlo senza un agnello? Abbiamo legna, fuoco, coltello, ma dov’è l’agnello da sacrificare? Spesso la vita ci costringe a porre domande fondamentali, esistenziali

Non le si deve fare? Bisogna accettare le cose così come sono? Non ci si deve chiedere nulla? Si tratta forse di domande religiosamente scorrette? Isacco pone proprio la domanda e la pone prima di tutti i NO detti in nome di una religione che non ammette domande, non consente dubbi e che mai risponde

Che mangeremo, che berremo? Chi ritiene che la fede sia un vago sentimento o una commozione interiore si abaglia

La fede è anche rischio

Per fede Abramo risponde puntando tutto su Dio: Dio provvederà all’agnello in qualche modo

E quando la mano pronta a sgozzare viene fermata, quando un montone viene trovato fra i cespugli, la vicenda non va letta come storia a lieto fine, altrimenti la si banalizza

Dio provvede all’agnello, ma questa sua provvidenza è connessa alla fiducia di Abramo

Ogni credente, proprio come Abramo, con la propria fede è dunque chiamato a collaborare con la provvidenza di Dio: Abrahamo chiamò il nome di quel luogo: «Iahvé provvede»

Questo nome singolare, «Iahvé provvede», non è affatto un semplice detto, ma indica un aspetto nuovo del Dio di Abramo e rispecchia il fatto che Dio agisce secondo un criterio di cooperazione tra la sua provvidenza e la persona che si fida di Lui, che cioè confida nella Sua provvidenzialità

Questo è il criterio che evita ogni forma di fideismo (starsene a braccia conserte ad aspettare la manna dal cielo) e di superstizione religiosa

No! Occorre piuttosto ubbidire confidando nel Dio-che-provvede

Se seguissimo questo insegnamento fondamentale, quante ansietà in meno! Proprio questo è il concetto ribadito da Gesù: "Se Dio riveste in questa maniera l'erba dei campi, che oggi è e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi o uomini di poca fede? Non siate dunque in ansietà, dicendo: Che mangeremo, o che berremo, o di che ci vestiremo? Poiché sono i pagani quelli che cercano tutte queste cose, il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose

Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte

Non siate dunque in ansietà del domani, perché il domani si prenderà cura per conto suo

Basta a ciascun giorno il suo affanno" (Mt

6)

L’individuo calcolatore non capirà mai che la priorità è davvero la giustizia e il regno di Dio, e tutto il resto sarà provveduto come un sovrappiù

Con gli avanzi della provvidenza c’è da sfamare e vestire il mondo intero

Ma chi non ha occhi per vederla, non crede alla provvidenza

INCONTRO PRESSO LA BIBLIOTECA PER LA RICERCA BIBLICA STORICA RELIGIOSA DOMENICA 29 NOVEMBRE - ore 18

30 GESÙ È LA PROVVIDENZA DI DIO largo G

Mameli, 16 A (bivio di Pomezia, spiazzo adiacente alla MOCA) POMEZIA, ROMA INFORMAZIONI - TEL: 339

5773986

Torna alle riflessioni